FireZdragon
giovedì 11 marzo 2010
 

 

In un tempo passato, in una foresta ombrosa rischiarata dai fievoli raggi del sole che passavano attraverso il fogliame, un gruppo d’elfi aveva trovato il luogo ideale per stabilirsi e vivere in armonia con la madre terra. In quel villaggio vi erano 2 elfe ed 1 elfo che avevano qualcosa in più rispetto agli altri, una luce eroica negli occhi e voglia d’avventura che scorreva nel loro sangue.

Il più vecchio tra i tre era un Elfo mutaforma, un druido capace di trasformarsi e adattarsi alle situazioni più ostiche.
L' elfa più giovane invece aveva seguito la via della sacralità ed era in grado di curare e proteggere coloro che ne avevano bisogno.
La terza si differenziava dagli altri per le sue incredibili doti di velocità e agilità, erano anni che studiava l’ambiente circostante e ormai ne era talmente esperta da riuscire a mimetizzarsi alla perfezione in ogni luogo, talmente bene da rendersi completamente invisibile agli occhi dei meno esperti.

Mentre i tre si stavano godendo un momento di pace sotto le fronde un elfo, dai lunghi capelli e dalla incolta barba, si avvicinò a loro. Era l’alchimista del villaggio, i riflessi di luce mostravano ancora pochi capelli blu nascosti ormai dal numero nettamente superiore di quelli grigi, dovuti però più agli spaventi causati dai suoi esperimenti esplosivi che dalla vecchiaia. Con voce roca ma decisa, chiese ai tre giovani elfi di recuperargli alcune erbe che crescevano sulla cima di un monte a pochi chilometri di distanza dal villaggio, ma protetto dai furlborg. I tre senza esitare accettarono le richieste dell’alchimista raccolsero il loro equipaggiamento e si diressero verso questa nuova avventura.
Il viaggio fu piacevole e senza intoppi, la strada principale era libera dalle creature che abitavano la foresta e nel giro di mezza giornata si ritrovarono ai piedi del monte.
A sera tarda, arrivati circa a metà scalata gli elfi si fermarono e si prepararono per passare la notte su una, accesero un fuoco e si nutrirono con la cacciagione e i frutti che la foresta aveva donato loro. Davanti al focolare che crepitava e riscaldava i loro spiriti brindarono con dell’ottimo nettare elfico prima di cadere tra le braccia del sonno.

Rumori bestiali svegliarono nel cuore della notte i tre elfi che videro muoversi nella penombra degli orsi, in silenzio si armarono e si prepararono al combattimento, si spalleggiarono l’uno con l’altro e si alzarono in piedi.

Un fragore potente scosse la terra e un lampo di luce illuminò l’intera notte stellata, le ombre diventarono chiare alla vista e gli orsi si rivelarono possenti furlborg. Prima di poter muovere anche solo un muscolo però le creature si diedero alla fuga, il boato era riuscito a spaventare anche loro e dietro i nostri eroi, in cima ad uno spuntone di roccia, la foresta stava avvampando nelle fiamme.
Ci volle poco per comprendere che il fumo nero non era dovuto alle foglie e agli alberi ma all’intero villaggio che stava andando a fuoco!
Senza nemmeno pensarci il druido si trasformo in pantera e si lanciò verso valle, le due elfe abbandonarono tutto l’equipaggiamento per poter correre più leggere e si diressero al villaggio.

Arrivati a destinazione i tre si bloccarono, davanti ai loro occhi il fumo usciva ancora dalle case distrutte e corpi dilaniati e sbranati giacevano sotto le macerie. L’elfa rogue cercò di capire quello che era successo e tracce inequivocabili indicarono che un gruppo di ordalici era la causa di tutto quel massacro. Non morti, orchi, troll e tauren, c’erano segni di ognuna di queste razze sul terreno. Difficilmente gruppi composti da razze differenti si organizzavano per attaccare villaggi in terre così lontane, la notte stava ormai finendo e i primi raggi di sole iniziavano a raggiungere il terreno.
Le impronte si fecero più chiare, non cera stato nessun tentativo di celarle o nasconderle, l’attacco al villaggio sembrava voler essere più un monito ad abbandonare quelle terre che una semplice razzia.
In preda alla rabbia gli elfi si misero a seguire le impronte lasciate dagli ordalici decisi a vendicare il massacro. La strada correva veloce sotto le gambe degli elfi ma la distanza che li separava dal gruppo degli assalitori era troppo grande e ben presto i tre si ritrovarono ad osservare un nuovo paesaggio.

Bandiere rosse sventolavano nel cielo e grida bestiali provenivano da un forte lì vicino. Il terreno si era fatto arido, le vaste e rigogliose foreste avevano lasciato spazio a distese di terra bruciata, ad un tratto da dietro una collina un gruppo di sentinelle ordaiche fece la sua comparsa e i tre dovettero sfruttare le loro doti di invisibilità per non essere sorpresi.

In tre non avrebbero avuto nessuna speranza e si sarebbero solo fatti uccidere, decisero quindi di tornare nella capitale elfica Darnassus e raccontare l’accaduto nel tempio di Elune. Molti altri villaggi avevano subito attacchi in questi giorni e sempre più frequentemente i pochi sopravvissuti tornavano alla capitale, questi attacchi dovevano finire.

Il druido radunò gli elfi in grado di combattere e mandò emissari su tutto il territorio alleato. Gli assalti non erano stati fatti solo nelle terre elfiche ma su tutta Azeroth, i nani furono i primi ad unirsi, i migliori combattenti guidati da un possente guerriero non aspettavano altro. Non chiesero ricompense per unirsi, solo buona birra e la certezza di sventrare con le loro asce qualche pelleverde.
Anche gli umani giunsero in supporto, come nella loro natura i sacri paladini aderirono a questa crociata per riportare la tranquillità.
Solo gli gnomi non videro di buon occhio la cosa, troppo pericolo? Anche, ma non solo. Protetti dalla possente Ironforge non vi era pericolo per loro e decisero di mandare solo uno dei loro maghi più possenti. Era un Warlock capace di richiamare a se orde di demoni che avrebbero combattuto al suo fianco.

Ora che avevano ottenuto i rinforzi gli elfi potevano vendicare gli attacchi subiti e porre fine finalmente alle misere vite che animavano l’orda. I grandi eroi delle quattro razze si ritrovarono così a combattere sotto un unico vessillo, sotto le ali del grande drago rosso!