| I.I)
I
Titani e la Formazione dell'Universo
 |
Nessuno
sa esattamente come è cominciato l'universo.
Alcuni teorizzano che una catastrofica
esplosione cosmica ha spedito infiiti
mondi ad aggirarsi nell'immensità della
"Grande Oscurità" - mondi che avrebbero
un giorno portato forme di vita di meravigliose
e terribili differenze.
Altri
credono che l'universo sia stato creato
tutto da una singola potentissima entità.
Sebbene le esatte origini del caotico
universo rimangano incerte, è chiaro che
una razza di potenti esseri arrivarono
per portare stabilità ed assicurare un
futuro sicuro per gli esseri che avrebbero
seguito le loro orme. |
I
Titani, dei colossali esseri con la pelle metallica,
arrivati dal più lontano del cosmo, esplorarono
il neonato universo e si misero a lavorare sui
mondi che incontrarono. Essi formarono i mondi
innalzando montagne e scavando vasti mari. Fecero
respirare i cieli creando furiose atmosfere.
Tutto
ciò era parte del loro insondabile e lungimirante
piano per creare ordine nel caos. Loro diedero
anche potere alle razze primitive di badare
al loro lavoro e mantenere l'integrità dei rispettivi
mondi. Dominati da una setta di elite conosciuta
come Pantheon, i Titani portarono l'ordine in
centinaia di milioni di mondi sparsi per la
Grande Oscurità durante le prime ere della creazione.
Il benevolo Pantheon, che cercava di salvaguardare
questi mondi strutturati, fu sempre vigile contro
la minaccia di attacco da parte delle vili entità
extradimensionali del "Gorgo Inferiore" (Twisting
Nether).
Il
Nether, una dimensione eterea ma magica e caotica
che collega le miriadi di mondi dell'universo,
era la casa di un numero infinito di esseri
demoniaci e malefici che cercavano solo di distruggere
la vita e divorare le energie dell'universo
vivente. Incapaci di concepire cattiverie o
malvagità di alcun tipo, i Titani lottarono
per trovare un modo di interrompere il costante
pericolo dei demoni.
I.II)
Sargeras e il Tradimento
Nel corso del tempo le entità demoniache si
fecero strada nel mondo dei Titani dall' Inferno
Serpeggiante, e il Pantheon elesse il suo più
grande guerriero, Sargeras, come loro prima
linea di difesa. Nobile gigante di bronzo fuso,
Sargeras eseguì i propri doveri per molti millenni,
cercando e distruggendo questi demoni ovunque
potesse trovarli.
Nel
corso dei millenni, Sargeras incontrò 2 potenti
razze demoniache, entrambe propense ad acquisire
potere per dominare sull' universo fisico. Gli
Eredar, un' insidiosa razza di diabolici stregoni,
usarono le magie dei loro warlock per invadere
e tener prigioniero un gran numero di mondi.
Le razze indigene di quelle terre furono plagiate
dai malefici poteri degli Eredar diventando
anch'essi demoni.
Nonostante
i poteri di Sargeras fossero abbastanza potenti
da sconfiggere i vili Eredar, egli fu molto
disturbato dalla corruzione delle creature e
dal male che consumava ogni cosa. Incapace di
contrastare tale depravazione, il grande titano
iniziò a scivolare in una covata depressione.
Malgrado il suo disagio crescente, Sargeras
liberò l'universo dai warlocks intrappolandoli
in un angolo dell' Inferno Serpeggiante.
Mentre
in lui confusione e miseria diventavano sempre
più profonde, Sargeras fu costretto a combattere
un altro gruppo intento a eliminare l' ordine
dei Titani: i Nathrezim. Questa oscura razza
di demoni vampiri (conosciuti anche col nome
di dreadlords) conquistarono un gran numero
di mondi possedendo i loro abitanti e convertendoli
all' ombra. Il malvagio, guidando i dreadlords,
rivolse intere nazioni l'una contro l'altra
manipolando in esse un irragionevole odio e
diffidenza. Sargeras sconfisse i Nathrezim facilmente,
ma la loro corruzione lo scosse profondamente.
Dubbio e disperazione sopraffarono i sensi di
Sargeras, che perse tutta la fede non solo nella
sua missione ma anche nella visione dei Titani
di un universo ordinato. Alla fine cominciò
a credere che il concetto stesso di ordine fosse
una follia, e che caos e depravazione fossero
le uniche certezze di un buio, solitario universo.
I Titani in persona tentarono di dissuaderlo
dal suo errore per calmare la sua furia, ma
ignorò le loro credenze più ottimistiche credendo
che non stessero facendo altro che ingannare
se stessi. Uscendo dai loro ranghi per sempre,
Sargeras si avviò a trovare il proprio posto
nell' universo.
Sebbene
il Pantheon fosse afflitto dalla sua partenza,
I Titani non avrebbero mai potuto predire quanto
la perdita del loro fratello gli sarebbe costata
cara. Col tempo la pazzia di Sargeras consumò
le ultime tracce del suo valoroso spirito, ed
egli cominciò a credere che i Titani stessi
fossero responsabili del fallimento della creazione.
Infine decise di distruggere le loro opere in
ogni parte dell' universo, convincendosi a formare
un' invincibile esercito che desse un nuovo
ordine all' infiammato universo fisico. Anche
la forma di titano di Sargeras diventò distorta
dalla corruzione che aveva alterato il suo cuore
una volta nobile. I suoi occhi, i suoi capelli
e la sua barba eruttarono fuoco e la sua pelle
metallica di bronzo si aprì per rivelare una
fornace senza fine di vesciche d' odio. Nella
sua furia Sargeras distrusse le prigioni degli
eredar e dei Nathrezim e diede la libertà ai
ripugnanti demoni.
Queste astute creature si inchinarono alla grande
rabbia del Titano e si offrirono di servirlo
in qualunque maligna maniera avessero potuto.
Kil'jaeden L' Ingannatore fu scelto per trovare
le razze più oscure dell' universo e reclutarle
nei ranghi di Sargeras. Il secondo campione,
Archimonde Il Profanatore, fu scelto per condurre
i vasti eserciti di Sargeras in battaglia contro
chiunque si opponesse alla volontà del Titano.
La prima mossa di Kil'jaeden fu incatenare i
vampiri dreadlords al suo terribile potere.
I dreadlords lo servirono come suoi agenti personali
in ogni parte dell' universo, ed ebbero piacere
nel trovare razze primitive da corrompere e
soggiogare. Primo tra i dreadlords era Tichondrius
L' Oscuratore.
Tichondrius
servì Kil'jaeden come il soldato perfetto e
convenne nel portare la bruciante volontà di
Sargeras in ogni oscuro angolo dell' universo.
Il potente Archimonde conferì anche poteri ai
suoi agenti. Invitando i malefici signori di
burrone e il loro barbaro condottiero, Mannoroth
Il Distruggitore, Archimonde sperò di costituire
un' elite di combattimento che avrebbe portato
sfregio alla creazione della vita tutta. Quando
Sargeras vide che i suoi eserciti furono radunati
e pronti ad eseguire ogni suo comando, scagliò
le proprie rabbiose forze dall' immensità del
Grande Buio. Fece riferimento al suo esercito
crescente come alla Legione Bruciante.
A
oggi non é tuttavia ancora chiaro quanti mondi
hanno bruciato e consumato nella loro profana
Cociata Bruciante attraverso l'universo.
I.III)
I Vecchi Dei e il Riordino di Azeroth
Inconsapevoli della missione di Sargeras di
vanificare il loro incalcolabile lavoro, i Titani
continuarono a muoversi di mondo in mondo, formando
e riordinando ciascun pianeta nel modo che vedevano
più adatto. Durante il loro viaggio si
imbatterono in un pianeta cui gli abitanti avevano
dato il nome di Azeroth. Come i Titani fecero
il loro volere sul panorame primordiale, incontrarono
diversi esseri elementali ostili. Questi elementali,
che adoravano una razza di esseri immensamente
cattivi conosciuti solo come i "Vecchi
Dei", volevano allontanare i Titani per
mantenere il loro mondo inviolato dal metallico
tocco degli invasori.
Il
Pantheon, disturbato dalla propensione al male
dei Vecchi Dei, entrarono in guerra contro gli
elementali ed i loro oscuri signori. Le armate
dei Vecchi Dei furono condotte dai più
potenti comandanti elementali: Ragnaros il "Signore
del Fuoco" (Firelord), Therazane la Madrepietra
(Stonemother), Al'Akir il "Signore del
Vento" (Windlord) e Neptulon il "Cacciatore
di Maree" (Tidehunter). Le loro forze caotiche
imperversarono in tutto il mondo e si scontrarono
con i colossali Titani. Nonostante gli elementali
fossero potenti oltre la comprensione dei mortali,
le loro forze combinate non poterono fermare
il possenti Titani. Uno ad uno i signori elementali
caddero, e le loro forze furono disperse.
Il
panteon demolì le cittadelle dei Vecchi
Dei e incatenò i cinque dei malvagi lontano
sotto la superficie del mondo. Senza il potere
dei Vecchi Dei a mantenere i loro spiriti furiosi
legati al mondo fisico, gli elementali furono
banditi in un piano abissale dove avrebbero
lottato in eterno l'uno contro l'altro. Con
la scomparsa degli elementali la natura si calmò,
e sul mondo si stabilì una pacifica armonia.
I Titani videro che il pericolo era stato scongiurato
e ripresero a lavorare.
I
Titani potenziarono numerose razze perché
li aiutassero a sistemare il mondo. Per aiutarli
a scavare le caverne sotterranee, i Titani crearono
la razza dei nani da magica pietra vivente.
Per aiutarli a scavare i mari e alzare le terre
dal fondo marino, i Titani crearono gli immensi
ma gentili giganti marini. Fer molte epoche
i Titani spostarono e formarono la terra, finchè
in ultimo rimase un continente perfetto. Al
centro del continente, i Titani crearono un
lago di scintillanti energie. Il lago, che chiamarono
"Pozzo dell'Eternità" (Well
of Eternity), doveva essere la fonte di vita
del mondo. Le sue potenti energie alleverebbero
l'ossatura del mondo e permetterebbero alla
vita di mettere radici nel ricco suolo della
terra. Col tempo piante, alberi, mostri e creatue
di ogni tipo iniziarono a prosperare nel continente
primordiale. Al cadere del crepuscolo nell'ultimo
giorno del loro lavoro, i Titani chiamarono
il continente Kalimdor: "terra dell' eterna
luce di stelle".
I.IV)
L'incarico dei Dragonflights
Soddisfatti che nel piccolo mondo era stato
ripristinato l'ordine e che il loro lavoro era
finito, i Titani si prepararono a lasciare Azeroth.
Comunque, prima di partire, assegnarono alle
più grandi specie del mondo l'incarico di sorvegliare
Kalimdor, affinchè nessuna forza potesse minacciare
la sua perfetta tranquillità. In quell'epoca
c'erano numerosi Dragonflight. C'erano ancora
cinque Dragonflights che mantenevano il dominio
sui loro fratelli.Questi cinque furono quelli
che i Titani scelsero per governare il mondo
che stava nascendo. I più alti membri del Pantheon
infusero parte dei loro poteri in ciascuno dei
cinque capi. Questi maestosi draghi (come elencato
sotto) divennero noti come i "Dragon Aspects".
Aman'Thul,
l'Alto Padre (the Highfather) del Pantheon,
fornì parte del proprio potere cosmico al massiccio
drago di bronzo, Nozdormu. L'Altro Padre conferì
a Nozdormu il potere di proteggere il tempo
stesso e proteggere le sempre-mutevoli vie del
destino e del fato. Lo stoico e onorevole Nozdormu
venne conosciuto come "Il Senzatempo" (The Timeless
One). Eonar, il Titano patrono di tutta la Vita,
dette una parte del proprio potere alla leviatana
rossa, Alexstrasza. Dopo di che Alexstrasza
fu conosciuta come "La Portatrice di Vita" (the
Life-Binder) e lavorò per la salvaguardia di
tutte le creature viventi del mondo. Per merito
della sua suprema saggezza e dell'illimitata
compassione per tutte le cose viventi, Alexstrasza
fu incoronata "Regina Drago" (Dragonqueen) ed
ebbe il dominio assoluto sulla sua specie. Eonare
benedì anche la sorella minore di Alexstrasza,
la piccola drago verde Ysera, con una parte
dell'influenza sulla natura.
Ysera
cadde in una trance eterna, confinata nel Sogno
della Creazione. Conosciuta come "La Sognatrice",
dal suo verde reame, "il Sogno di Smeraldo",
controlla la crescita selvaggia (the growing
wilds) del mondo. Norgannon, il Titano custode
del sapere e padrone della magia, garanti al
drago blu, Malygos parte del suo vasto potere.
Da allora Malygos fu conosciuto come "Tessitore
di Incantesimi", guardiano della magia e dell'ignoto
arcano. Khaz'goroth, il Titano che ha forgiato
e dato forma al mondo, fornnì parte dei suoi
vasti poteri al possente wyrm nero, Neltharion.
Al
grande cuore (great-hearted) Neltharion, conosciuto
da allora come il "Guardiano della Terra", fu
concesso il dominio su tutta la terra e i luoghi
profondi del mondo. Egli incarno la forza del
mondo e ebbe la funzione di maggior supporto
di Alexstrasza. Così potenziati, i "Dragon Aspects"
furono incaricati della difesa del mondo in
assenza dei Titani. Con i draghi pronti a salvaguardare
la loro creazione.I Titani si lasciarono Azeroth
alle spalle per sempre. Sfortunatamente era
solo questione di tempo prima che Sargeras venisse
a sapere dell'esistenza del neonato mondo...
I.V)
Il
risveglio del mondo e il Pozzo dell’Eternità
Diecimila
anni prima che orchi e umani si scontrassero
nella loro Prima Guerra, il mondo di Azeroth
cullava un solo massiccio continente, circondato
dal mare. Questa massa terrestre, conosciuta
come Kalimdor, era la casa di un numero di differenti
razze e creature, in competizione per sopravvivere
contro gli elementi selvaggi del mondo nascente.
Nello centro oscuro del continente si trovava
un misterioso lago di incandescenti energie.
Il lago, che sarebbe stato più tardi chiamato
Pozzo dell’Eternità, era il cuore effettivo
di tutto il potere magico e naturale del mondo.
Traendo i suoi poteri dall’infinita Grande Oscurità
al di là del mondo, il Pozzo agiva come fonte
mistica, mandando le sue potenti energie attraverso
il mondo per alimentare la vita in tutte le
sue meravigliose forme. Nel tempo, una primitiva
tribù di umanoidi notturni fece cautamente la
sua comparsa ai bordi dell’affascinante lago
incantato.
I feroci e nomadi umanoidi, traendo dalle strane
energie del Pozzo, costruirono rozze case sulle
sue tranquille sponde. Col tempo, il potere
cosmico del Pozzo influenzò la tribù, rendendoli
più forti, saggi e virtualmente immortali. La
tribù adottò il nome di Kaldorei , che significa
“Figli delle Stelle” nella loro lingua nativa.
Per festeggiare la loro germogliante società,
essi costruirono grandi strutture e templi lungo
il perimetro del lago. I Kaldorei, o elfi scuri
come sarebbero stati conosciuti più avanti,
adorarono la dela della luna, Elune, e cedettero
che ella durante le ore diurne dormisse nelle
luccicanti profondità del pozzo. I primi sacerdoti
e profeti elfi scuri studiarono il Pozzo con
una curiosità insaziabile, guidati alla scoperta
di tutti i suoi segreti e poteri. Con la crescita
della loro società, gli elfi scuri esplorarono
tutta l’ampiezza di Kalimdor e incontrarono
i suoi altri abitanti.
Le sole creature che li fermarono temporaneamente
furono gli antichi e potenti draghi. Le enormi
bestie serpentine erano spesso rinchiuse, ma
facevano molto per salvaguardare da potenziali
pericoli le terre conosciute. Gli elfi scuri
scoprirono che i draghi si consideravano protettori
del mondo – e accettarono che sarebbe stato
meglio lasciare soli loro ed i loro segreti.
Nel tempo la curiosità degli elfi scuri li portò
ad incontrare e aiutare numerose potenti entità,
non ultima delle qualu fu Cenarius, un potente
semidio delle foreste primordiali. Nel bendisposto
Cenarius crebbe l’affetto per i curiosi elfi
scuri e passò molto tempo ad insegnar loro riguardo
al mondo naturale.
I tranquilli Kaldorei svilupparono una forte
empatia con le foreste viventi di Kalimdor e
manifestarono l’armonioso equilibrio con la
natura. Durante il passare apparentemente infinito
di ere, la civiltà degli elfi scuri si era espansa
sia territorialmente che culturalmente. I loro
templi, strade, e dimore si estendevano per
tutta l’ampiezza del continente scuro. Azshara,
la bella e talentuosa regina degli alfi scuri,
costruì un’immenso, meraviglioso palazzo sulla
riva del Pozzo, per far risiedere i suoi servitori
favoriti nelle sue sale ingioiellate. I suoi
servitori, che lei chiamava Quel’dorei o “Highborne”,
obbidivano ciecamente ad ogni suo comando e
si ritenevano migliori del resto dei loro fratelli.
Benché Azshara fosse amata ugualmente da tutta
la sua gente, gli Highborne erano segretamente
invidiati e disprezzati dal resto degli elfi
scuri. Condividendo la curiosità dei sacerdoti
nei confronti del Pozzo dell’Eternità, Azshara
ordinò agli Highborne di scoprirne i segreti
e rivelare la sua vera utilità al mondo. Gli
Highborne si seppellirono nel lavoro e studiarono
incessantemente il Pozzo. Nel tempo svilupparono
l’abilità di manipolare e controllare le cosmiche
energie del Pozzo.
Con
il progresso dei loro esperimenti, gli Highborne
scoprirono che potevano utilizzare i nuovi poteri
per creare o distruggere a loro piacere. Gli
incuranti Highborne erano incappati in una magia
primitiva ed erano risoluti a consacrarsi alla
sua padronanza. Nonostante si rendessero conto
che quella magia era implicitamente dannosa
se maneggiata irresponsabilmente, Azshara ed
i suoi Highborne cominciarono a utilizzare le
loro formule con sconsiderato abbandono. Cenarius
e molti anziani studenti elfi scuri misero in
guardia che sarebbero venute solo calamità giocando
con le chiaramente elusive arti magiche. Ciononostante
Azshara ed i suoi seguaci continuarono cocciutamente
ad allargare germoglianti poteri. Con la crescita
dei loro poteri, un cambiamento evidente colpì
Azshara e gli Highborne. L’altezzosa, riservata
classe dominante divenne sempre più insensibile
e crudele verso i comuni elfi scuri. Una cappa
scura e meditabonda velò la bellezza estasiante
di Azshara.Ella cominciaò ad allontanarsi da
chi amava e a rifiutarsi di avere contatti con
chiunque non fosse uno dei suoi fidati sacerdoti.
Un
giovane studente chiamato Malfurion Stormrage,
che aveva passato molto tempo studiando le arti
primitive del druidismo, cominciò a sospettare
che un terribile potere stesse corrompendo gli
Highborne e la sua amata regina. Sebbene non
potesse concepire il male che stava per arrivare,
lui sapeva che le vite degli elfi scuri sarebbero
presto cambiate per sempre…
I.VI)
La Guerra degli Antichi
10.000
anni prima di Warcraft I
L’uso
imprudente della magia che fecero gli Highborne
inviò spirali di increspature di energia
fuori dal Pozzo dell’Eternità nella
Grande Oscurità all’esterno. Le
numerose spirali di energia furono percepite
da terribili menti aliene. Sargeras –
il Grande Nemico di tutta la vita, il Distruttore
di Mondi – percepì le potenti spirali
e fu attirato al loro lontano punto di origine.
Spiando il mondo primordiale di Azeroth e comprendendo
le energie illimitate del Pozzo dell’Eternità,
Sargeras fu assalito da una fame insaziabile.
Il grande dio scuro del Vuoto Innominato decise
quindi di distruggere il giovane mondo e rivendicare
come proprie le sue energie.
Sargeras
raccolse le sue immense Legioni Infuocate e
pertì alla volta dell’ignaro mondo
di Azeroth. La Legione comprendeva milioni di
demoni urlanti, tutti strappati dagli angoli
remoti dell’universo e affamati di conquista.
I comandanti di Sargeras, Archimonde il Defiler
e Mannoroth il Distruttore prepararono i loro
servi a colpire.
La
Regina Azshara, sommersa dalla terribile estasi
della propria magia, cadde vittima dell’innegabile
potere di Sargeras e accettò di permettergli
l’accesso al proprio mondo. Anche i suoi
servi Highborne caddero preda dell’inevitabile
corruzione della magia e cominciarono ad adorare
Sargeras come proprio dio. Per mostrare la loro
fedeltà alla Legione, gli Highborne aiutarono
al loro regina ad aprire un’immenso vorticante
portale nelle profondità del Pozzo dell’Eternità.
Una
volta che tutti i preparativi di Sargeras furono
completati, egli cominciò la catastrofica
invasione di Azeroth. I demoni-guerrieri della
Legione Infuocata infuriarono per il mondo attraverso
il Pozzo dell’Eternità e misero
sotto assedio le città assopite degli
elfi scuri. Comandati da Archimonde e Mannoroth,
le legioni sciamarono sulle terre di Kalimdor,
lasciando solo cenere e dolore al suo riveglio.
I demoni stregoni chiamarono gli infernali che
caddero come meteore nelle graziose guglie dei
templi di Kalimdor. Un gruppo di assassini di
fuoco sanguinari conosciuti come Doomguards
marciò attraverso i campi di Kalimdor,
uccidendo chiunque incontrasse. Branchi di demoniaci
e selvaggi lupi devastarono le campagne senza
trovare opposizione. Nonostante i valorosi guerrieri
Kaldorei si fossero sforzati di difendere la
loro antica patria, furono costretti a cedere
terreno, centimetro dopo centimetro, davanti
all’assalto furioso della Legione.
Gravò
su Malfurion Stormrage il compito di trovare
aiuto per il suo popolo assediato.
Stormrage,
il cui fratello Illidan, praticante della magia
Highborne, era furioso con la classe dominante
per la crescente corruzione.Convincendo Illidan
a dimenticare la sua pericolosa ossessione,
Malfurion decise di trovare Cenarius e raccogliere
una forza di resistenza. La bella giovane principessa
Tyrande acconsentì ad accompagnare i
fratelli nel nome di Elune. Sebbene entrambi
Malfurion e Illidan fossero innamorati della
principessa idealista, il cuore di Tyrande ricambiava
il solo Malfurion. Illidan si risentì
del rapporto romantico di su fratello con Tyrande,
ma sapeva che il suo cuore addolorato era insignificante
al confronto del dolore della sua dipendenza
dalla magia.
Illidan,
che era cresciuto dipendente dalle energie magiche
che gli davano potere, lottò per mantenere
il controllo della quasi opprimente fame di
attingere ancora dalle energie del Pozzo. Comunque,
con il paziente sostegno di Tyrande, fu in grado
di dominarsi e di aiutare suo fratello a trovare
il recluso semidio Cenarius. Cenarius che si
era ritirato nelle sacre Moonglade del lontano
monte Hyjal, accettò di aiutare gli elfi
scuri trovando gli antichi draghi ed procurandosi
il loro aiuto.
I
draghi, comandati dal leviatano rosso Alexstrasza
accettarono di mandare i loro potenti stormi
a combattere i demoni e i loro infernali capi.
Cenarius,
chiamando gli spiriti della foresta incantata,
riunì un’armata di antichi uomini-albero
e li comandò contro la Legione in un
coraggioso assalto terrestre. Come gli alleati
degli elfi scuri convergettero sul tempio di
Azshara e sul Pozzo dell’Eternità,
scoppiò la guerra totale. Nonostante
la forza dei nuovi alleati, malfurion e i suoi
compagni capirono che la Legione non avrebbe
potuto essere sconfitta con la sola forza della
guerra.
Durante
l’infurare della titanica battaglia attorno
alla capitale di Azshara, la regina ingannata
attendeva con trepidazione l’arrivo di
Sargeras. Il Signore della Legione si stava
preparando ad attraversare il Pozzo dell’Eternità
ed entrare nel mondo devastato. Quando la sua
immensa ombra si stagliò sufficientemente
vicino alla superficie del Pozzo, Azshara radunò
i più potenti dei suoi seguaci Highborne.
Solo unendo le loro magie in un unico incantesimo
sarebbero stati in grado di creare un passaggio
abbastanza grande per far entrare Sargeras.
Mentre
la battaglia infuriava sui campi bruciati di
Kalimdor, accadde una terribile sequenza di
eventi. I dettagli dellìevento sono persi
nel tempo, ma si sa che Neltharion, il Drago
Incarnazione della Terra, impazzì durante
un attacco critico contro la Legione Infuocata.
Cominciò a dividersi in fiamme e l’ira
eruttò dalla sua pelle scura. Egli si
rinominò Deathwing, il dragone di fuoco,
accese il suo soffio e attaccò i cinque
stormi dal campo di battaglia.
L’improvviso
tradimento di Deathwing fu così distruttivo
che i cinque stormi non si ripresero mai realmente.
Feriti e sotto shock, Alexstasza e gli altri
nobili draghi furono costretti ad abbandonare
i loro alleati mortali. Malfurion e i suoi compagni,
ora soverchiati senza speranza, sopravvissero
a malapena al conseguente assalto.
Malfurion,
convinto che il Pozzo dell’Eternità
fosse il collegamento ombelicale dei demoni
al mondo fisico, isistette che doveva essere
distrutto. I suoi compagni, sapendo che il Pozzo
era la fonte della loro immortalità e
dei loro poteri, furono inorriditi dal concetto
sconsiderato. Anche Tyrande vide la saggezza
della teoria di Malfurion e convinse Cenarius
e i loro compagni ad attaccare il tempio di
Azshara e trovare una via per tappare il Pozzo.
I.VII)
La
Divisione del mondo
Sapendo
che la distruzione del Pozzo gli avrebbe impedito
di utilizzare nuovamente la magia, Illidan abbandonò
il gruppo e cercò di avvisare gli Highborne
del piano di Malfurion. A causa della follia
portata dalla sua dipendenza e dal pungente
risentimento verso la relazione di suo fratello
con Tyrande. Illidan non sentì alcun
rimorso tradendo Malfurion e parteggiando per
Azshara e la sua stirpe. Sopra ogni altra cosa,
Illidan era votato alla protezione del potere
del Pozzo in qualunque modo fosse necessario.
Affranto
dalla partenza del fratello, Malfurion portò
i suoi compagni nel cuore del tempio di Azshara.
Appena si precipitarono nella sala di riunione
principale, essi trovarono gli Highborne nel
bel mezzo dell’incantesimo oscuro finale.
L’incantesimo comune aveva creato un vortice
di potere instabile nelle turbolente profondità
del pozzo. Mentre la maliziosa ombra di Sargeras
veniva attratta verso la superficie, Malfurion
e i suoi alleati partirono all’attacco.
Azshara,
avendo ricevuto l’avvertimento di Illidan,
era più che preparata per loro. Quasi
tutti i seguaci di malfurion caddero a causa
dei poteri della regina pazza. Tyrande, tentando
di attaccarla alle spalle, fu attaccata dalle
guardie Highborne della regina. Sebbene avesse
sconfitto tutte le guardie, Tyrande riportò
terribili ferite alle mani. Quando Malfurion
vide cadere la sua amata, fu colpito da un’ira
assassina, risoluto a porre fine alla vita di
Azshara.
Mentre
la battaglia imperversava dentro e fuori dal
tempio, Illidan apparve dalle ombre vicino ai
bordi del grande Pozzo. Creando una serie di
fiale speciali, Illidan si inginocchiò
e ne riempì ciascuna con le brillanti
acque del pozzo. Convinto che i demoni avrebbero
distrutto la civiltà degli elfi scuri,
aveva progettato di rubare le acque sacre e
tenerne per se le energie.
La
conseguente battaglia tra Malfurion e Azshara
gettò nel caos il lavoro accurato dell’incantesimo
degli Higborne. L’instabile vortice all’interno
del pozzo esplose e innescò una catastrofica
catena di eventi che avrebbe diviso il mondo
per sempre. La massiccia esplosione fece tremare
il tempio dalle fondamenta e causò potenti
terremoti attraverso la terra torturata. Mentre
l’orribile battaglia tra la Legione e
gli alleati degli elfi scuri imperversava attorno
e sopra la capitale, l’agitato Pozzo dell’Eternità
si ripiegò su se stesso e collassò.
La
catastrofica esplosione che ne risultò
frantumò la terra e oscurò il
cielo.
Mentre
le conseguenze dell’implosione del Pozzo
facevano tremare le ossa del mondo, i mari si
precipitarono a riempire la profonda ferita
rimasta nella terra. Quasi l’ottanta per
cento della massa terrestre di Kalimdor fu distrutta,
lasciando solo una manciata di continenti separati
a circondare il nuovo, agitato mare. Al centro
del nuovo mare, dove si trovava una volta il
Pozzo dell’Eternità, rimaneva una
turbolenta tempesta di furiose mareggiate ed
energie caotiche. Questa terribile cicatrice,
chiamata Maelstrom, non avrebbe mai cessato
il suo vorticare furioso. Sarebbe rimasta come
costante ricordo per la terribile catastrofe...
e l’era utopica che sarebbe stata perduta
per sempre.
Comunque,
contro tutte le probabilità, la regina
Azshara e la sua elite Highborne riuscirono
a sopravvivere alla prova. Torturati e contorti
dai poteri che avevano scatenato, Azshara e
i suoi seguaci furono trasinati giù nel
mare impetuoso dall’implosione del Pozzo.
Maledetti – trasformati – essi presero
nuove forme e divennero gli odiosi sempertiformi
naga. Azshara stessa ingigantita con l’odio
e la rabbia, divenne una massiccia mostruosità,
riflettendo la cattiveria e la malizia che aveva
sempre nascosto nel profondo.
La,
sul fondo del Maelstrom, i naga costruirono
per se stessi una nuova città, Nazjatar,
dalla quale avrebbero ricostruito il loro potere.
Ci sarebbero voluti diecimila anni prima che
i naga rivelassero la loro esistenza al mondo
di superficie.
I.VIII)
Il
Monte Hyjal e il Dono di Illidan
I
pochi elfi scuri sopravvissuti alla terrificante
esplosione si riunirono in rozza zattere e lentamente
si fecero strada verso l’unica terra in
vista.. Comunque, per l’intercessione
di Elune, Malfurion, Tyrande e Cenarius erano
sopravvissuti alla Grande Separazione. Gli affaticati
eroi accettarono di guidare i loro simili sopravvissuti
ed a stabilire una nuova casa per i sopravvissuti.
Mentre viaggiavano in silenzio osservarono i
rottami del loro mondo e compresero che le loro
passioni avevano attirato la distruzione che
avevano attorno. Nonostante Sargeras e la sua
legione fossero stati respinti dal mondo dalla
distruzione del Pozzo, Malfurion e i suoi compagni
erano rimasti a riflettere sul terribile costo
della vittoria.
C’erano molti Highborne che erano sopravvissuti
illesi al cataclisma. Essi raggiunsero le coste
della nuova terra assieme agli altri elfi scuri.
Nonostante Malfurion sospettasse delle intenzioni
degli Higborne, era soddisfatto che essi non
potessero causare danni reali senza le energie
del Pozzo.
Quando
la massa di elfi scuri, stanchi, approdò
sulle rive della nuova terra, scoprì
che la montagna sacra, Hyjal, era sopravvissuta
alla catastrofe. Cercando di stabilire una nuova
casa per se stessi, Malfurion e gli elfi scuri
scalarono le pendici di Hyjal e raggiunsero
la sua sommità spazzata dal vento. Quando
discesero nella conca boschiva, nascosta tra
gli enormi picchi della montagna, vi trovarono
un piccolo lago placido. Con orrore scoprirono
che le acque del lago erano intrise di magia.
Illidand,
sopravvissuto alla Separazione, aveva raggiunto
la sommità di Hyjal molto prima di Malfurion
e degli elfi scuri. Nella sua follia che lo
aveva spinto a mantenere il flusso di magia
nel mondo, Illidan aveva vuotato le sue boccette,
che contenevano le preziose acque del Pozzo
dell’Eternità, nel lago montano.
Le potenti energie del Pozzo avevano velocemente
si erano presto mescolate accendendosi in un
nuovo Pozzo dell’Eternità. L’esultante
Illidan, convinto che il nuovo Pozzo fosse un
dono alle future generazioni, rimase sconvolto
quando Malfurion lo atterrò. Malfurion
spiegò al fratello che il chaos della
magia era innato e che il suo utilizzo avrebbe
portato inevitabilmente grande corruzione e
litigi. Ancora Illidan rifiutò di abbandonare
i suoi poteri magici.
Sapendo
perfettamente dove avrebbero eventualmente condotto
gli spietati piani di Illidan, malfurion decise
di venire a patti una volta per tutte con il
suo fratello ebbro di potere. Con l’aiuto
di Cenarius sigillò Illidan in una ampia
prigione sotterranea, dove sarebbe rimasto incatenato
e senza poteri fino alla fine dei giorni. Per
assicurarsi che suo fratello non potesse liberarsi,
Malfurion diede l’incarico al giovane
guardiano, Maiev Shadowsong, di essere il carceriere
personale di Illidan.
Preoccupati
che distruggendo il nuovo Pozzo avrebbe potuto
portare ad una nuova catastrofe, gli elfi scuri
decisero di lasciarlo stare. Comunque malfurion
dichiarò che essi non avrebbero mai più
praticato le arti magiche. Sotto l’occhi
attento di Cenarius, essi cominciarono a studiare
le arti antiche del druidismo che li avrebbero
resi capaci di curare la terra devastata e ricreare
le loro amate foreste alla base del monte Hyjal.
I.IX)
L’Albero
del Mondo e il Sogno di Smeraldo
9.000
anni prima di Warcraft I
Per
molti anni, gli elfi scuri lavorarono instancabili
per ricostruire quel che potevano della loro
antica terra. Lasciando che i loro templi in
rovina e le strade fossero ricoperti, essi costruirono
le loro nuove case tra i verdeggianti alberi
e le ombreggiate colline alla base dell’Hyjal.
Col tempo, i draghi sopravvissuti alla grande
Separazione uscirono dalle loro dimore segrete.
Alextrasza
la rossa, Ysera la verde e Nozdormu il bronzeo
discesero sulle tranquille radure dei druidi
e sorvegliarono i frutti del lavoro degli alfi
scuri. Malfurion, che era diventato un arci-druido
di potere immenso, diede il benvenuto ai potenti
draghi e raccontò loro della creazione
del nuovo Pozzo dell’Eternità.
I grandi draghi furono allarmati alla cattiva
notizia e ipotizzarono che finchè il
Pozzo fosse rimasto, la Legione avrebbe potuto
un giorno ritornare ed assaltare nuovamente
il mondo. Malfurion ed i tre draghi fecero un
patto per mantenere sicuro il Pozzo ed assicurarsi
che gli agenti della Legione di Fuoco non avrebbero
mai trovato la strada per tornare nel mondo.
Alextrasza,
la Portatrice di Vita, mise una singola ghianda
incantata nel cuore del Pozzo dell’Eternità.
La ghianda, attivata dalla potente acqua magica,
sbocciò alla vita come un colossale albero.
Le potenti radici dell’albero crebbero
dall’acqua del pozzo e la sua verdeggiante
chioma sembrò toccare il soffitto del
cielo. L’immenso albero sarebbe stato
un eterno simbolo del legame tra gli elfi scuri
e la natura, e le sue energie portatrici di
vita si sarebbero inoltre estese per curare
il resto del mondo. Gli elfi scuri diedero al
loro Albero del Mondo il nome di Nordrassil,
che significa “corona dei paradisi”
nella loro lingua natia.
Nozdormu,
il Senzatempo, lanciò un incantesimo
sull’Albero del Mondo per assicurare che
finchè il colossale albero fosse rimasto,
gli elfi scuri non sarebbero mai invecchiati
o caduti preda di malattie.
Ysera,
la Sognatrice lanciò anche lei un incantesimo
sull’Albero del Mondo, collegandolo con
il proprio reame, la dimensione eterea conosciuta
come il Sogno di Smeraldo.. Il Sogno di Smeraldo,
un’ampio immutabile mondo spirituale,
esiste al di fuori dei confini del mondo fisico.
Dal Sogno, Ysera regolava il flusso e la crescita
della natura e il cammino evolutivo del mondo
stesso. I druidi degli elfi scuri, incluso lo
stesso Malfurion, furono legati al Sogno attraverso
l’Albero del Mondo. Come parte del patto
mistico, i druidi accettarono di dormire per
periodi di secoli in modo che i loro spiriti
potessero vagari per gli infiniti sentieri delle
Vie del Sogno di Ysera. Sebbene i druidi fossero
addolorati alla prospettiva di perdere in ibernazione
così tanti anni delle loro vite, accettarono
altruisticamente di rispettare il loro patto
con Ysera.
I.X)
L’Esilio
degli Elfi Alti
7.300
anni prima di Warcraft I
Con
il passare dei secoli la nuova società
degli elfi scuri crebbe forte e si diffuse attraverso
l’amichevole foresta che avevano preso
a chiamare Ashenvale. Molte delle creature e
delle specie che si trovavano in abbondanza
prima della Grande Separazione, come furbolg
e quilboars erano riapparse ed avevano prosperato
sulla terra. Sotto la benevola guida dei druidi,
gli elfi scuri godettero di un’epoca senza
precedenti di pace e tranquillità sotto
le stelle.
Comunque
molti degli originari Higborne sopravvissuti
erano rimasti inquieti. Come Illidan prima di
loro, essi erano caduti vittime della mancanza
causata dalla perdita della loro bramata magia.
Essi erano tentati di sfruttare le energie del
Pozzo dell’Eternità ed esultare
nelle loro pratiche magiche. Dath’Remar,
l’insolente, tacito capo degli Highborne,
cominciò a deridere pubblicamente i druidi,
chiamandoli codardi per il rifiuto di utilizzare
la magia che lui diceva appartenere loro di
diritto. Malfurion e i druidi contraddissero
gli argomenti di Dath’Remar e avvertirono
gli Highborne che ogni uso della magia sarebbe
stato punibile con la morte. In un insolente
e fallimentare tentativo di convincere i druidi
ad abrogare la loro legge, Dath’Remar
e i suoi seguaci scatenarono una terribile tempesta
magica su Ashenvale.
I
druidi non poterono risolversi a condannare
a morte tanti del loro simili, così decisero
di esiliare gli sconsiderati Highborne dalle
loro terre.Dath’Remar e i suoi seguaci,
lieti di essersi alla fine sbarazzati dei loro
cugini conservatori, si imbarcarono su una serie
di navi speciali e cominciarono la navigazione.
Per quanto nessuno di loro immaginasse cosa
li aspettava al di là delle acque dell’iroso
Maelstrom, essi erano impazienti di stabilire
una propria patria nella quale avrebbero potuto
praticare la loro desiderata magia impunemente.
Gli Highborne, o Quel’dorei, come li aveva
battezzati in epoche passate Azshara, avrebbero
infine preso terra nel continente orientale
che gli uomini avrebbero chiamato Lordaeron.
Essi progettarono di edificare un loro regno
magico, Quel’Talas, e di rifiutare i precetti
di adorazione della luna e dell’attività
notturna degli elfi scuri. Da ora in poi essi
avrebbero abbracciato il sole e sarebbero stati
conosciuti solo come Alti Elfi.
I.XI)
Le
Sentinelle e la Lunga Veglia
Con la partenza degli ostinati cugini, gli elfi
scuri riportarono la loro attenzione alla sicurezza
della loro patria incantata. I druidi, percependo
che il loro periodo di ibernazione stava avvicinandosi,
si prepararono al sonno e lasciarono i/le loro
amati/e e le loro famiglie. Tyrande, che era
diventata l’Alta Sacerdotessa di Elune,
chiese al suo amato, Malfurion di non lasciarla
per il Sogno di Smeraldo di Ysera. Ma Malfurion,
legato dall’onore ad entrare nelle Strade
di Sogno, diede l’ddio alla sacerdotessa
e giurò che non sarebbero stai mai separati
finchè fossero stati legati dall’amore.
Lasciata
sola a proteggere Kalimdor dai pericoli del
nuovo mondo, Tyrande riunì una potente
forza combattente tra le sue sorelle elfe scure.
Le impavide, perfettamente addestrate donne
guerriere che si erano impegnate nella difesa
di Kalimdor vennero conosciute come le Sentinelle.
Nonostante esse preferissero pattugliare personalmente
le ombreggiate foreste di Ashenvale, avevano
molti alleati che si sarebbero potuti chiamare
in occasioni urgenti.
Il
semidio Cenarius rimase nelle vicinanze, nelle
Moonglades del Monte Hyjal. I suoi figli, conosciuti
come i Custodi del Bosco (Keepers of the Grove),
sorvegliavano da vicino gli elfi scuri e regolarmente
aiutavano le Sentinelle a mantenere la pace
nel territorio. Persino le timide figlie di
Cenarius, le driadi, si fecero vedere con crescente
frequenza.
Il
compito di pattugliare Ashenvale tenne occupata
Tyrande, ma senza Malfurion al proprio fianco
essa conobbe poca gioia. Con il passare dei
lunghi secoli del sonno dei druidi, la sua apura
di una seconda invasione dei demoni crebbe.
Ella non riusciva a scrollarsi di dosso la crescente
sensazione che la Legione Infuocata era ancora
la fuori, oltre la Grande Oscurità del
Cielo, a progettare la sua vendetta contro gli
elfi scuri ed il mondo di Azeroth.
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