| V.I)
Il
Flagello di Lordaeron
Warcraft III:
Reign of Chaos
 |
Dopo
essersi preparato per molti, lunghi mesi,
Kel'Thuzad e il suo Culto dei Dannati
finalmente lanciarono il loro primo attacco,
spargendo la piaga dei non-morti su Lordaeron.
Uther e i suoi paladini condussero investigazioni
nelle regioni infette, nella speranza
di trovare un modo per fermare il male.
Nonostante i loro sforzi pero', la piaga
continuo' a diffondersi e minacciava ormai
di distruggere l'Alleanza.
|
Mentre
le fila dei non morti si spargevano in tutta
Lordaeron, il Principe Arthas, unico figlio
di Terenas decise di opporsi contro il Flagello.
Arthas riusci' ad uccidere Kel'Thuzad, ma anche
dopo la sua morte, le fila dei non-morti continuavano
a crescere nutrendosi di ogni soldato caduto
per difendere il territorio. Frustrato e continuamente
ostacolato dall'apparentemente invincibile nemico,
Arthas ando' via via prendendo decisioni sempre
piu' estreme, nel tentativo di sconfiggerlo.
Fino al punto in cui i suoi commilitoni si sentirono
in dovere di avvertirlo che la sua umanita'
gli stava sfuggendo di mano.
La
paura e la ferma volonta' di Arthas furono infatti
la sua stessa disfatta. Segui' le traccie della
piaga fino alla sua sorgente: Northrend, con
l'intenzione di sconfiggere per sempre la minaccia.
Invece, il Principe Arthas fini' per cadere
preda del terribile potere del Re dei Lich.
Credendo che cosi' avrebbe potuto salvare il
suo popolo, Arthas si impossesso' della spada
runica maledetta, Frostmourne. E nonostante
la spada gli diede un ineffabile potere, essa
fini' anche per rubare la sua anima e trasformarlo
nel piu' grande dei cavalieri della morte del
Re dei Lich. Con la sua anima ormai persa e
la sua virtu' sbriciolata, Arthas condusse il
Flagello contro il suo stesso regno. Alla fine,
Arthas uccise suo padre, Re Terenas, e schiaccio'
Lordaeron sotto il pugno di ferro del Re dei
Lich.
V.II)
Il
Pozzo Solare - La Caduta di Quel'Thalas
Nonostante
avesse sconfitto tutti coloro i quali ora vedeva
come nemici, Arthas era ancora perseguitato
dal fantasma di Kel'Thuzad. Il fantasma disse
ad Arthas che avrebbe dovuto resuscitarlo per
poter portare a termine la fase successiva del
piano del Re dei Lich. Per resuscitarlo, Arthas
avrebbe dovuto portare i resti di Kel'Thuzad
al mistico Pozzo Solare, nascosto dentro all'eterno
regno elfico di Quel'Thalas
Arthas
e il suo Flagello invasero Quel'Thalas e assediarono
le deboli roccaforti degli elfi. Sylvanas Windrunner,
la Ranger Generale di Silvermoon, gli oppose
fiera resistenza, ma Arthas riusci' a sradicare
l'armata degli elfi alti e a farsi strada combattendo
fino al Pozzo Solare. Come se non bastasse,
in una crudele manifestazione di potere, resuscito'
il corpo dilaniato di Sylvanas in una banshee,
maledicendone l'esistenza con la piaga della
non-morte e condannandola a servire per sempre
il conquistatore di Quel'Thalas.
Infine,
Arthas immerse i resti di Kel'Thuzad nelle acque
sacre del Pozzo Solare. Nonostante questo gesto
fosse guidato dalle forze del male, le magiche
acque ne vennero ingannate e Kel'Thuzad torno'
alla non-vita sotto forma di un mago lich. Resuscitato
in una creatura infinitamente piu' potente,
Kel'Thuzad spiego' la fase successiva del piano
del Re dei Lich. Nel tempo necessario ad Arthas
ed alle sue truppe di morti di dirigersi a sud,
nemmeno un elfo di Quel'Thalas ebbe salva la
vita. La gloriosa patria degli elfi alti, che
prospero' per piu' di novemila anni, non esisteva
piu'.
V.III)
Il Ritorno di Archimonde e il Volo Verso Kalimdor
Una
volta resuscitato Kel'Thuzad, Arthas condusse
il Flagello a sud, verso Dalaran. Li' il lich
avrebbe ottenuto il potente libro magico di
Medivh, che avrebbe usato per evocare Archimonde
nel mondo. Da quel momento in poi, lo stesso
Archimonde avrebbe guidato l'invasione finale
della Legione. Neppure i maghi del Kirin Tor
poterono impedire alle forze di Arthas di rubare
il libro di Medivh, e presto Kel'Thuzad ebbe
tutto cio' di cui aveva bisogno per formulare
il suo sortilegio. Dopo diecimila anni, il possente
demone Archimonde e i suoi servi poterono calpestare
ancora una volta le terre di Azeroth. Inoltre
Dalaran non era la loro destinazione finale.
Seguendo gli ordini dello stesso Kil'jaeden,
Archimonde e i suoi demoni seguirono il Flagello
fino a Kalimdor, decisi a distruggere Nordrassil,
l'Albero del Mondo.
Nel
mezzo di questo chaos, un misterioso, solitario
profeta comparve per prestare aiuto alle razze
mortali. Questo profeta si rivelo' essere nessun'altro
se non Medivh, l'ultimo Guardiano, miracolosamente
tornato dal Nulla (Beyond) per redimersi dai
suoi peccati del passato. Medivh rivelo' all'
Orda e all' Alleanza il pericolo che stavano
correndo e li' avviso' di allearsi. Sfiniti
da generazioni di odio reciproco, gli orchi
e gli umani non ne vollero sapere. Per questo
Medivh fu costretto a guidare le due razze separatamente,
usando profezie e stratagemmi per condurle attraverso
il mare alla leggendaria terra di Kalimdor.
Gli orchi e gli umani incontrarono cosi' la
misteriosa civilizzazione dei Kaldorei.
Gli
orchi, guidati da Thrall, incontrarono una serie
di problemi durante i loro viaggi attraverso
i Monti di Kalimdor. Nonostante l'amicizia stretta
con Cairne Bloodhoof e i suoi possenti guarrieri
tauren, molti orchi iniziarono a soccombere
alla demoniaca sete di sangue che li aveva corrotti
per anni. Il piu' grande luogotenente di Thrall,
Grom Hellscream, tradi' addirittura l'Orda abbandonandosi
ai suoi stessi bassi istinti. Mentre Hellscream
e i suoi fedeli guerrieri Warsong marciavano
attraverso la foresta di Ashenvale, si scontrarono
con le antiche Sentinelle degli elfi della notte.
Certo che gli orchi fossero tornati alla loro
natura guerresca, il semidio Cenarius si fece
avanti per ricacciare Hellscream e i suoi orchi
da dove erano venuti. Ma Hellscream e i suoi
orchi, posseduti da un odio e da una furia soprannaturali,
riuscirono ad uccidere Cenarius e a dissacrare
le antiche foreste.In seguito Hellscream recupero'
il suo onore aiutando Thrall a sconfiggere Mannoroth,
il signore dei demoni che aveva anticamente
maledetto la stirpe degli orchi con il suo sangue
pieno di odio e furia. Con la morte di Mannoroth,
la maledizione degli orchi era finalmente giunta
alla fine.
Mentre
Medivh si impegnava nel tentativo di convincere
orchi e umani riguardo la necessita' di un'alleanza,
gli elfi della notte combattevano nell'ombra
la Legione con i propri metodi. Tyrande Whisperwind,
l'immortale Alta Sacerdotessa delle Sentinelle
degli elfi della notte, combatte' disperatamente
per impedire ai demoni e ai non morti di comquistare
le foreste di Ashenvale. Tyrande comprese che
aveva bisogno di rinforzi, percio' decise di
risvegliare i druidi degli elfi della notte
dal loro millenario sonno. Evocando l'aiuto
del suo risvegliato amore, Malfurion Stormrage,
Tyrande riusci' a potenziare le proprie difese
e scacciare la Legione. Grazie all'intervento
di Malfurion, la natura stessa si sveglio' per
distruggere la Legione e il Flagello.
Durante
la ricerca degli altri druidi ibernati, Malfurion
trovo' l'antica prigione sepolta nella quale
aveva incatenato suo fratello Illidan. Convinto
che Illidan lo avrebbe aiutato contro la Legione,
Tyrande lo libero'. Illidan inizialmente li
aiuto', ma fini' per abbandonarli con lo scopo
di seguire i propri interessi.
Gli
elfi della notte si fecero forza e combatterono
la Legione Infuocata con enorme determinazione.
La Legione non aveva mai abbandonato l'idea
di conquistare il Pozzo dell' Eternita', l'eterna
fonte di forza dell'Albero del Mondo e cuore
stesso del regno degli elfi della notte. Se
l'assalto pianificato all' Albero avesse avuto
successo, i demoni avrebbero letteralmente devastato
l'intero pianeta.
V.IV)
La Battaglia di Monte Hyjal
Sotto la guida di Medivh, Thrall e Jaina Proudmoore
- leader delle forze umane a Kalimdor - si resero
conto che avrebbero dovuto mettere da parte
le loro differenze. Ugualmente, gli elfi della
notte, guidati da Malfurion e Tyrande, accettarono
l'idea di allearsi per difendere l'Albero del
Mondo. Unite dal loro comune obbiettivo, le
razze di Azeroth iniziarono a fortificare al
massimo le energie dell'Albero del Mondo. Infuso
del potere stesso del mondo, Malfurion riusci'
a scatenare la furia primordiale di Nordrassil,
distruggendo letteralmente Archimonde e troncando
l'appiglio della Legione al Pozzo dell'Eternita'.
La battaglia finale scosse il continente di
Kalimdor fino alle sue radici. Impossibilitata
a estrarre potere dal Pozzo stesso, la Legione
Infuocata cadde a pezzi sotto la potenza combinata
delle armate mortali
V.V)
L’Antenato
Traditore
Warcraft
III: The Frozen Throne
Dopo
diecimila anni di prigionia, durante l’invasione
di Ashenvale da parte della Legione, Illidan
fu liberato dalla sua prigione. Benchè
lui cercasse di placare i suoi compagni, egli
presto ritornò al suo stato originale
e consumò le energie di un potente artefatto
stregonesco conosciuto col nome di Teschio di
Gul’dan. Facendolo, Illidan sviluppò
caratteristiche demoniache e poteri enormemente
ingranditi. Egli inoltre acquisì alcune
vecchie memorie di Gul’dan – specialmente
quelle riguardanti la Tomba di Sargeras, la
caverna insulare che si diceva contenesse i
resti del Titano Oscuro, Sargeras.
Elettrizzato
di potere e libero di aggirarsi nuovamente per
il mondo, Illidan si adoperò per trovare
il suo posto nel grande schema delle cose. Comunque,
Kil’jaeden si incontrò con Illidan
e gli fece un’offerta che non avrebbe
potuto rifiutare. Kil’jaeden era arrabbiato
per la sconfitta di Archimonde al Monte Hyjal,
ma aveva preoccupazioni più importanti
della vendetta. Percependo che la sua creazione,
il Re Lich, stava diventando troppo potente
per essere controllato, Kil’jaeden ordinò
a Illidan di distruggere Ner’zhul e mettere
fine al Flagello dei nonmorti una volta per
tutte. In cambio, Illidan avrebbe ricevuto poteri
inimmaginabili ed un posto tra i rimanenti signori
della Legione Infuocata.
Illidan
accettò e si adoperò immediatamente
per distruggere il Trono Gelido, il fusto di
cristallo Gelido nel quale risiedeva lo spirito
del Re Lich. Illidan sapeva che avrebbe avuto
bisogno di un potente artefatto per distruggere
il Trono. Utilizzando la conoscenza acquisita
dalle memorie di Gul’dan, Illuda decise
di trovare la Tomba di Sargeras e rivendicare
i resti del Titano oscuro. Rivangando dei vecchi
debiti degli Higborne adescò i serpentini
naga dalle loro scure tane sottomarine. Guidati
dalla astuta strega Lady Vashj i naga aiutarono
Illidan a raggiungere le Isole Spezzate, dove
si diceva si trovasse la Tomba di Sargeras.
Quando
Illidan scappò con i naga, la Sorvegliante
Maiev Shadowsong cominciò a dargli la
caccia. Maiev era stata la carceriera di Illidan
per diecimila anni e trovava gusto alla prospettiva
di ricatturarlo. Comunque Illidan superò
in astuzia Maiev e i suoi Osservatori ed ebbe
successo nell’appropriarsi dell’Occhi
di Sargeras malgrado i loro sforzi. Con il potente
Occhio in proprio possesso, Illidan viaggiò
fino alla vecchia città di maghi di Dalaran.
Rafforzato dalle linee di potere della città,
Illidan utilizzò l’Occhio per lanciare
un incantesimo distruttivo contro Icecrown,
la cittadella del Re Lich nel distante Northrend.
L’attacco di Illidan frantumò le
difese del Re Lich e ruppe il tetto del mondo.
All’ultimo momento, l’incantesimo
distruttivo di Illidan fu fermato quando suo
fratello Malfurion e la Sacerdotessa Tyrande
arrivarono in aiuto di Maiev.
Sapendo
che Kil’jaeden non sarebbe stato contento
del suo fallimento nella distruzione del Trono
Gelido, Illidan fuggì nella sterile dimensione
chiamata Outland.: gli ultimi resti di Draenor,
la patria originaria degli orchi. Li egli intendeva
sfuggire alla collera di Kil’jaeden e
preparare le sue prossime mosse. Una volta riusciti
a fermare Illidan, Malfurion e Tyrande tornarono
a casa nella Foresta Ashenvale per vegliare
sulla loro gente. Maiev, comunque non si sarebbe
arresa così facilmente e seguì
Illidan nell’Outland, determinata a riportarlo
davanti alla giustizia.
V.VI)
L’Ascesa degli Elfi di Sangue
A
questo punti, il Flagello dei nonmorti aveva
essenzialmente trasformato Lordaeron e Quel’Thalas
nelle tossiche Plaguelands (Terre Piagate).
Erano rimasti solo pochi gruppi delle forze
di resistenza dell’Alleanza. Uno di questi
gruppi, composto essenzialmente di alti elfi,
era guidato dai resti della dinastia Sunstrider:
il Principe Kael’thas. Kael, egli stesso
un mago completo, divenne cauto per il fallimento
dell’Alleanza. Gli alti elfi erano addolorati
per la perdita della loro patria e decisero
di chiamare se stessi elfi di sangue in onore
della loro gente caduta. Mentre lavoravano per
contenere il Flagello, soffrivano enormemente
per essere stati separati da Sunwell, che li
aveva fortificati. Disperando di trovare una
cura per la razziale dipendenza dalla magia
della sua gente, Kael fece l’impensabile:
abbracciò la stirpe ancestrale Highborne
della sua gente e si unì a Illidan e
ai suoi naga nella speranza di trovare una nuova
sorgente di potere magico dal la quale alimentarsi.
I rimanenti comandanti dell’Alleanza condannarono
gli elfi di sangue come traditori e li espulsero
completamente.
Con
nessun luogo rimasto in cui andare, Kael e i
suoi elfi di sangue seguirono Lady Vashj nell’Outland
per aiutare a ostacolare la guardiana, Maiev,
che aveva ricatturato Illidan. Con le forze
combinate dei naga e degli elfi di sangue, riuscirono
a sconfiggere Maiev e a liberare Illidan dalle
sue mani. Con base ad Outland, Illidan raccolse
le sue forze per un secondo attacco contro il
Re Lich e la sua fortezza di Icecrown.
V.VII)
Guerra
Civile nelle Plagueland
Ner’zhul,
il Re Lich, sapeva di avere poco tempo. Imprigionato
nel Trono Gelido, egli sospettava che Kil’jaeden
avrebbe mandato i suoi agenti a distruggerlo.
Il danno causato dall’incantesimo di Illidan
aveva rotto il Trono Gelido, per cui il Re Lich
stava perdendo potere giorno dopo giorno. Disperando
di potersi salvare, egli chiamò al suo
fianco il suo più potente servo mortale:
il cavaliere della morte Principe Arthas.
Benché
i suoi poteri fossero stati prosciugati dalla
debolezza del Re Lich, Arthas a Lordaeron era
stato implicato in una guerra civile. Metà
delle forze nonmorte presenti, guidate dalla
banshee Sylvanas Windrunner, fecero un colpo
di stato per controllare l’impero nonmorto.
Arthas, chiamato dal Re Lich, fu costretto a
lasciare il Flagello nelle mani del suo luogotenente,
Kel’Thuzad, mentre la guerra si diffondeva
per tutte le Terre Piagate.
Infine
Sylvanas ed i suoi nonmorti ribelli rivendicarono
come propria la capitale in rovina di Lordaeron.
Costruendo i propri bastioni sui ruderi della
città, i Forsaken giurarono di distruggere
il Flagello e cacciare Kel’Thuzad e i
suoi servi dalla terra.
Indebolito,
ma deciso a salvare il proprio padrone, Arthas
raggiunse il Northrend solo per trovarvi i naga
di Illidan e gli elfi del sangue ad aspettarlo.
Lui e i suoi alleati nerubiani gareggiarono
con le forze di Illidan per raggiungere il Ghiacciaio
Icecrown e difendere il Trono Gelido.
V.VIII)
Il
Re Lich Trionfa
Pur
indebolito com’era, Arthas alla fine si
mosse più abilmente di Illidan e raggiunse
per primo il Trono Gelido. Usando la sua lama
runica, Frostmourne, Arthas distrusse la prigione
ghiacciata del Re Lich e così liberò
l’elmo e la corazza incantati di Ner’zhul.
Arthas indossò l’elmo inimmaginabilmente
potente e divenne il nuovo Re Lich. Gli spiriti
di Ner’zhul e Arthas si fusero in un unico
potente essere, esattamente come Ner’zhul
aveva da sempre progettato. Illidan e le sue
truppe furono costretti a fuggire in disgrazia
ad Outland, mentre Arthas divenne una delle
entità più potenti mai viste sulla
faccia della terra.
Attualmente
Arthas, il nuovo e immortale Re Lich, risiede
in Northrend, e si mormora che stia ricostruendo
la cittadella di Icecrown. Il suo fidato luogotenente,
Kel’Thuzad, comanda il Flagello nelle
Terre Piagate. Sylvanas e i suoi ribelli Abbandonati
possiedono solo le Tirisfal Glades, una piccola
porzione del regno devastato dalla guerra.
V.IX)
Vecchie
Ostilità – La Colonizzazione di
Kalimdor.
Benché
la vittoria fosse loro, le razze mortali si
trovarono in un mondo distrutto dalla guerra.
Il Flagello e la Legione Infuocata avevano fatto
tutto tranne che distruggere la civiltà
di Lordaeron, ed avevano praticamente finito
il lavoro a Kalimdor. C’erano foreste
da guarire, rancori da seppellire, patrie da
stabilire. La guerra aveva ferito profondamente
tutte le razze, ma si erano unite insieme altruisticamente
nel tentativi di un nuovo inizio, cominciando
la difficile tregua tra l’Alleanza e l’Orda.
|